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In Evidenza

"Perfidia di James Ellroy"


È forse James Ellroy l'ultimo grande autore vivente di romanzi storici nel senso manzoniano del termine. Si tratta della capacità di descrivere con precisione le tradizioni, le atmosfere, i costumi, i vizi e i protagonisti dell'epoca in cui si cala il racconto che si focalizza invece sulla vita della gente comune: nel caso dello scrittore americano spesso si tratta di criminali, detective, o persone ai margini della società. Con il suo nuovo romanzo di quasi 900 pagine - Perfidia , tradotto da Alfredo Colitto ed edito da Einaudi - Ellroy ha puntato la sua penna su un momento cruciale della grande storia, ovvero l'attacco giapponese a Pearl Harbor e l'imminente entrata degli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale. Lo scrittore che ha già raccontato in una celebre tetralogia (La dalia nera, Il grande nulla, L.A. Confidential e White Jazz) la Los Angeles del dopo guerra, questa volta fa un passo indietro e in una sorta di prequel - che prevede altri tre romanzi - riporta alla luce un lato torbido di quel tempo, ossia di quando i cittadini nipponici sospettabili di alto tradimento finiscono dietro le sbarre.
Ellroy si concentra sul caso di quattro membri di una famiglia nipponica che vengono trovati morti dentro casa, in un clima quasi di caccia al giapponese, comunità ben integrata nella Califronia dell'epoca. E tornano in scena una folla di personaggi che i suoi lettori hanno già conosciuto: dal sergente Dudley Smith all'infiltrata Kay Lake; dagli sbirri Lee Blanchard e Buzz Meeks al gangster ebreo Mickey Cohen. Tutti di qualche anno più giovani rispetto ai tempi di Dalia nera e L.A. Confidential.
Nel suo tour promozionale in Italia, Ellroy ha parlato molto della sua vita e della sua idea di letteratura, l'unica cosa che pare interessargli veramente. E ha confessato di non trovare il tempo per informarsi sui fatti della contemporaneità tanto è impegnato nello scrivere e nello studiare il passato. Del suo nuovo libro ha detto: "È il mio romanzo più ampio, il mio romanzo più dettagliato sul piano storico, il mio romanzo più accessibile stilisticamente e più intimo. È triste, è malinconico, è imbevuto di quel tradimento morale che è stato, in America, l'internamento dei cittadini giapponesi all'inizio della Seconda guerra mondiale". Già, il tradimento che in lingua spagnola si traduce proprio con la parola perfidia..

 
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